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L'Ambra di Talamello

ambra, talamello

Il formaggio di fossa di Talamello
(chiamato "Ambra di Talamello" dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra)

Talamello nelle Marche è con Sogliano al Rubicone in Emilia-Romagna, “capitale” del Formaggio di fossa.
Una tradizione unica, tramandata fino ai nostri giorni. Si racconta infatti che i contadini della zona, per difendersi dalle scorrerie delle truppe di Alfonso d'Aragona, qui rifugiatosi dopo la sconfitta subita dai francesi nel 1486, presero l’abitudine di nascondere le provviste nelle fosse di arenaria. Una volta partiti gli eserciti, le dissotterrarono e scoprirono che il formaggio aveva cambiato le proprie caratteristiche organolettiche.
Numerosi documenti, alcuni di essi trovati nell'Archivio di Stato di Cesena, dimostrano che ancora nel 1778, nel Convento di San Lorenzo di Talamello, era consuetudine togliere il formaggio dalle fosse nel mese di novembre. Il procedimento di oggi è ancora quello: le fosse vengono ripulite e asciugate con un falò di paglia e sterpi, viene sistemato con un tavolato il fondo per raccogliere il liquido, si ricoprono le pareti con un’intelaiatura di legno e canne foderata di paglia. Le forme ricavate dal latte ovino, vengono disposte nelle fosse in sacchi di cotone bianchi, dove il nome del proprietario e il peso sono stati scritti col nerofumo. Le fosse piene si chiudono con tavole e gesso, per riaprirle dopo circa due mesi, quando il formaggio ha acquistato tutte le sue peculiarità. A Talamello si è conservato un elemento essenziale della tradizione: quello dell’infossatura nel mese di agosto.
Il formaggio di fossa si presenta di colore dal giallo paglierino al nocciola pallido, a pasta chiara e morbida, di forma spesso irregolare, dovuta alla sistemazione nella fossa. Il sapore dolce e leggermente piccante, l’aroma di fungo insieme al sentore di cantina, di telo e di chiuso, è caratteristico.
Un formaggio da meditazione, che va assaporato poco per volta, lentamente.
Oltre che grattugiato e saltato in padella con paste e gnocchi, può essere gustato anche con una confettura di fichi e il miele, che ne smorza la forza senza disperderne l’aroma. Per accompagnarlo sono ottimi un passito, un vin santo o un buon rosso invecchiato.
L’Ambra di Talamello deve il proprio sapore ricco all’ambiente anaerobico che si crea nelle fosse sigillate ermeticamente.
Al loro interno infatti la temperatura si mantiene costante tra i 17° e i 20° per tutti e tre i mesi di stagionatura, mentre l’umidità relativa sfiora il 100%.
Attualmente il formaggio tolto dalle fosse e ripulito, viene conservato sottovuoto.
Tolto dal sottovuoto, va raschiato leggermente e va lasciato almeno 24 ore all’aria. Si conserva avvolto in un telo, in luogo fresco o in frigo.

La Fiera del Formaggio di Fossa
Ogni anno a novembre a Talamello si svolge la Fiera del Formaggio di Fossa, appuntamento che è diventato oramai un evento cardine dell’autunno feltresco. Il suggestivo borgo si trasforma in una vera e propria terrazza del gusto, dalla quale si può anche ammirare il meraviglioso paesaggio del Montefeltro. Negli stand gestiti dall’Associazione Culturale “Talamello in festa” e dalla Pro Loco, e nei ristoranti del centro, si trovano appetitosi e originali menù a base di formaggio di fossa e vengono proposti i “gemellaggi gastronomici” con altre produzioni tipiche e tradizionali d’Italia. Incontri, conferenze e spettacoli arricchiscono le giornate della fiera.

info: www.comune.talamello.pu.it

Le fosse dell'ambra
Le fosse dell'Ambra
E' possibile visitare, previa reperibilità dei proprietari,
le fosse del formaggio di fossa "L'Ambra di Talamello".
Alcune sono ubicate anche nel Ristorante "La locanda dell'Ambra", in piazza Garibaldi.





 

 

 

Talamello scrigno d'arte
Talamello ha dato i natali ad Amintore Galli, musicista-musicologo che ha scritto la musica dell'inno dei lavoratori e custodisce importanti opere d'arte:

Crocefisso di scuola giottesca, 1300 crocefisso di scuola giottesca

Nel Santuario di San Lorenzo, di origine seicentesca, nella piazza principale del borgo, è custodito un prezioso crocifisso dipinto, attribuito per un lungo periodo a Giotto ma fatto risalire successivamente ad un suo allievo, Giovanni da Rimini, una statua lignea policroma del XV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino e un crocefisso ligneo del XVI secolo.
cella della madonna

Cella della Madonna, 1437 (detta del cimitero)

Cappella votiva voluta dal vescovo Giovanni Seclani nel 1437. Completamente affrescata da uno dei più famosi pittori di quel periodo, Antonio Alberti, originario di Ferrara ma da tempo residente ad Urbino. Nella parete di fondo sono dipinte scene della Annunciazione e della Madonna in Trono. Tutto intorno sono rappresentate l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio e due schiere di santi, 6 santi uomini e 6 sante donne, i più venerati nel territorio.
Nelle volte a crociera sono dipinti i quattro Evangelisti e negli angoli compaiono i Dottori della Chiesa.

Gualtieri, museo pinacotecaMuseo - Pinacoteca Gualtieri "Lo splendore del reale"

Inaugurato dall'Amministrazione comunale di Talamello nel settembre 2002 nei locali dell'ex Teatro Amintore Galli, già chiesa medievale di Sant'Antonio Abate, il Museo-pinacoteca Gualtieri "Lo Splendore del Reale" riunisce più di 40 opere donate al Comune tra il 2000 e il 2005 da Fernando Gualtieri, artista di fama internazionale di origini talamellesi, apprezzato, oltre che in Europa ed America, anche in Cina e Giappone. Riconosciuto dalla critica come il Maestro dello Splendore del Reale, Gualtieri "... ci porta una bella e radiosa sorpresa, dedica la sua arte a dipingere tutti gli oggetti: la natura morta, i ritratti, le composizioni..." secondo le parole di Georges Duhamel dell'Accademia Francese. Caratterizzato dal suo personalissimo e suggestivo stile, è un insolito catalizzatore di luce, dipinge il visibile e l'invisibile, il reale e l'irreale, in una cascata di colori e di luce. Sono esposti nel museo oli su tela sia di piccolo formato che di grandi dimensioni come L'ultimo ruggito (200 x 400 cm), la natura morta Broccato persiano, Sinfonia di cristallo, Il gioco della morte ed Una sera da Lasserre; vi sono inoltre ritratti ad olio e a matita, tra cui spicca un Autoritratto e paesaggi siciliani, canadesi, parigini...

(nei giorni della fiera il museo è aperto con orario continuato)

Palazzo Rusticucci - È una delle più belle residenze del centro storico. La caratteristica architettonica principale è la presenza di una merlatura del piano superiore. L'area è chiamata anche il castello.

Per visite guidate ai beni artistici di Talamello rivolgersi, negli orari di apertura del Museo-pinacoteca Gualtieri, al dott. Pierluigi Nucci - tel. 0541 922893.


Monte Pincio Una passeggiata nella natura

Monte Pincio (area SIC-sito d'importanza comunitaria- e ZPS (zona protezione speciale).
Ricoperto da una pineta e un castagneto centenario, è la meta ideale per escursioni e sport all'aria aperta, tra cui deltaplano e parapendio. Numerosi sentieri si inerpicano per le pendici del monte, offrendo scorci panoramici di grande suggestione che spaziano dalle cime più alte dell'Appennino Marchigiano e Tosco-Romagnolo al mare Adriatico. La vegetazione è costituita da ornielli, roverelle, erica, ginepri, biancospini, ginestre, anemoni, garofani e un'orchidea detta sambuchina. Altre fioriture eccezionali sono quelle del cerro, del sorbo, del forasacco e del dittamo, incantevole per i suoi boccioli.

Giardino Roccioso
Un parco (in loc. Borgnano, lungo la "Marecchiese") realizzato per il recupero di un'area di cava; la risistemazione ambientale è portata ad esempio positivo nel campo del recupero ambientale delle cave.

info: www.comune.talamello.pu.it

 

 
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