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Il pane di Maiolo

Vale una visita il comprensorio del Comune di Maiolo, il cui paesaggio e le peculiarità gastronomiche sono poco note ma di notevole interesse. 

Per Maiolo il pane rappresenta  una preziosa testimonianza di civiltà e un vero e proprio bene culturale per il fondamentale ruolo di collante dell'intera borgata: questo piccolissimo comune ospita piú di 50 forni, oggi, purtroppo, non tutti attivi. Alcuni, tuttavia, sono ancora in uso e ritornano perfettamente funzionanti in coincidenza della Festa del Pane.

 

Museo del Pane

Il Museo del Pane è uno speciale museo diffuso, costituito dal territorio di Maiolo, definito dall'Unione Europea zona "BioItaly" per la sua valenza floristica, dai suoi campi di grano e, soprattutto, dai suoi numerosi forni, le cui strutture risalgono ai primi decenni del 1800, come testimoniano le pietre con le quali sono costruite, e sono di proprietà della stessa famiglia di agricoltori, pastori e boscaioli da quattro generazioni.
La camera di cottura è in mattone, mentre il manufatto esterno è fatto di materiale lapideo come il calcare marnoso. Generalmente i forni sono addossati ad una dependance della casa rurale o alla casa stessa, ma possono anche essere completamente isolati. Una delle loro principali caratteristiche è che servivano più nuclei familiari, strettamente imparentati tra loro e riuniti in un agglomerato al quale hanno tramandato addirittura il nome.
Il forno è utilizzato da famiglie che vivono nello stesso nucleo rurale e che lo considerano un insostituibile strumento di cottura.
Pochi i soggetti capaci di utilizzarlo e che ne conoscono segreti e procedure. La panificazione in passato rappresentava un momento di aggregazione insostituibile, un'occasione d'incontro tra i vari nuclei familiari che si servivano nello stesso forno.

bibliografia:
Pietro Franciosi e Eligio Gosti, Maiolo, Rimini,
Bruno Ghigi Editore, 2000
Herni Marinelli, Pani e forni di Maiolo


Pane, MaioloLa Festa del Pane

Non è la solita sagra paesana, ma un appuntamento che esalta il rapporto con l’antica cultura della fabbricazione di questo indispensabile e gustosissimo alimento.
Si tiene generalmente in estate e nei due giorni di festa le diverse borgate offrono il meglio della propria produzione in una gara alla pagnotta più saporita, accompagnata da salumi e formaggi fatti artigianalmente. Il borgo è invaso da stand e bancarelle che offrono vini, oli e formaggi, con la possibilità di degustare gli abbinamenti ideali.
Il programma della due giorni è particolarmente intenso ed interessante: alle varie degustazioni si affiancano convegni, musica, mercatini di prodotti tipici, spettacoli teatrali all’aperto e balli in piazza in un’atmosfera gradevolissima… una vera festa del pane!

info: www.comune.maiolo.pu.it

 

 

Una passeggiata nel tempo

Il comprensorio di Maiolo gode di una posizione privilegiata, che offre scorci magnifici sulle colline del Montefeltro.
Diversi gli itinerari che si possono compiere a piedi, ve ne proponiamo alcuni.

 

Rocca, Maiolo

Rocca Maiolo
I pochi ruderi restaurati sono i resti di una delle roccaforti più difficili da espugnare dell’intera Valmarecchia e del Montefeltro.
La Rocca domina la vallata da un gigantesco masso di sabbia e argilla.
La leggenda vuole che la rocca di Maioletto ed il sottostante borgo siano stati distrutti da una frana, che la tradizione indica essere avvenuta fra il 29 e 30 maggio del 1700 come punizione divina per un "ballo" tenutosi all’interno delle mura castellane.
La Rocca appartenne alla Chiesa, in seguito fu dei faggiolani di Casteldelci, dei Malatesta e dei Montefeltro. Attualmente sono ancora visibili solo alcuni tratti delle mura di cortina, due torrioni poligonali e i ruderi del borgo.

Fonte www.museialtavalmarecchia.it


Attualmente sono in corso di avanzata progettazione i lavori per il recupero della Rocca di Maiolo ed il sottostante sito archeologico.
A tale iniziativa si aggiunge anche la valorizzazione dei calanchi riconosciuti dalla Comunità Europea zona protetta a livello floreale “BIO-ITALY” con più di 600 piante censite. 
E’ intendimento rendere il percorso dei calanchi materia di studio botanico.

Fonte www.comunemaiolo.it


Sant'Apollinare
Sita in località Poggio, nella prima metà del XV secolo fu costruita sul modello delle chiese leonine. Dopo la frana del 1700, il tempietto fu inserito in una chiesa piú grande dedicata a San Biagio. Di grande interesse l'affresco dell'abside, (raffigurante una madonna con bambino tra angeli e santi), così come l'altare maggiore, un complesso in legno intarsiato e dorato in oro zecchino comprendente un paliotto.

 

Santa Maria di Antico

Santa Maria di Antico
Monumentale tempio risalente al IX secolo e dedicato alla beata vergine delle Grazie, racchiude una preziosa statua di Luca della Robbia.
Da segnalare anche la presenza di un dipinto a tempera del XVII secolo, che raffigura l'annunciazione, uno raffigurante la natività della vergine (commissionato per la chiesa del Conte Oliva) e una tela ad olio raffigurante la fuga dall'Egitto.

 

 

 

 

 

Il castello di Antico
I successori del Conte Oliva quando parlavano del loro primo castello, lo definivano “Antico”, e quel nome rimase al castelluccio abbarbicato in un anfratto di una ripiegatura boscosa del Monte Carpegna.
Un castello munito e forte, sentinella avanzata sul Marecchia, sulla strada tra Rimini e Roma. Il castello è uno dei punti piú suggestivi del Montefeltro.

 

 

 
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